Pubblicato da: futuroxtutti | gennaio 19, 2009

Obama e la lotta alla disoccupazione

obamaMancano poche ore al tanto atteso insediamento ufficiale di Barack Obama alla Casa Bianca. Tuttavia il presidente-eletto non ha rinunciato al suo discorso settimanale, che riportiamo qui tradotto integralmente in italiano. E’ possibile vedere anche il video originale, con i sottotitoli in inglese.

Iniziamo questo nuovo anno nel mezzo di una crisi economica diversa da tutte quelle che abbiamo attraversato nella nostra vita. Ieri abbiamo appreso che nel solo mese di Dicembre abbiamo perso piu’ di mezzo milione di posti di lavoro, per un totale di 2,6 milioni nel 2008. Altri 3,4 milioni di Americani che vogliono e hanno bisogno di un lavoro a tempo pieno si sono dovuti accontentare di impieghi part-time. E in tutto il paese le famiglie stanno avvertendo la criticita’ della situazione, dal momento che vedono il proprio debito crescere, le bollette aumentare  e i risparmi farsi sempre piu’ esigui.

Questi dati ci mettono di fronte alla dura consapevolezza che non possiamo andare avanti cosi’. Gli economisti sono concordi nell’affermare che se non facciamo qualcosa, questa recessione potrebbe durare ancora per anni, e il tasso di disoccupazione potrebbe raggiungere la doppia cifra. Il loro timore e’ che gli Stati Uniti possano perdere quella competitivita’ che e’ stata a fondamento della nostra solidita’ e del nostro ruolo a livello mondiale.

Non e’ troppo tardi per invertire la rotta, ma dobbiamo agire subito e con decisione. La nostra priorita’ e’ far tornare la gente a lavorare e rimettere in moto la macchina economica. E’ una sfida eccezionale ed e’ per questo che sto procedendo in via del tutto straordinaria a lavorare — anche prima di insediarmi ufficialmente — insieme con il team economico e i leader di entrambi gli schieramenti ad un piano di investimenti per la ripresa economica, la creazione di nuovi posti di lavoro e per gettare le basi per una solida crescita futura.

Ho chiesto al candidato direttore del Collegio dei Consulenti Economici, la dottoressa Christina Romer, e al candidato capo consulente economico, il dottor Jared Bernstein, di condurre un’analisi rigorosa di questo piano al fine di elaborare delle stime sul numero e la tipologia dei posti di lavoro che esso creera’. Oggi diffondero’ il risultato di questa analisi, di modo che gli Americani possano vedere con esattezza cosa comportera’ questo piano per le loro famiglie, le loro comunita’ e la nostra economia.

La relazione conferma che il piano e’ in grado di creare da 3 a 4 milioni di posti di lavoro. Il 90% di essi nel settore privato,  mentre il restante 10% e’ costituito da posti di lavoro nel settore pubblico che andremo a salvare: insegnanti, forze dell’ordine, vigili del fuoco e altri lavori che forniscono servizi vitali alle nostre comunita’. I posti che creeremo saranno in aziende grandi e piccole nei piu’ svariati settori, e non saranno impieghi che consentono alla gente di lavorare per qualche tempo, ma lavori che contribuiranno a collocare la nostra economia in posizione di leader mondiale nel lungo periodo.

Creeremo mezzo milione di posti di lavoro investendo in fonti energetiche pulite, impegnandoci a raddoppiare la produzione di energia da fonti alternative nei prossimi tre anni, ammodernando piu’ del 75% degli uffici pubblici e migliorando l’efficienza energetica di due milioni di case americane. Investire in questi lavori “made in America” — costruzione di pannelli fotovoltaici e turbine eoliche, produzione di vetture con un elevato rapporto consumi/prestazioni, sviluppo di nuove tecnologie energetiche –, tutto questo dara’ i suoi frutti, e non possiamo lasciarlo interamente all’iniziativa privata.

Creeremo centinaia di migliaia di posti di lavoro migliorando la sanita’, passando ad un sistema centralizzato di archiviazione computerizzata che non solo consentira’ risparmio di denaro pubblico, ma permettera’ di salvare vite umane riducendo errori clinici fatali. Altre migliaia di lavori saranno creati nella scuola, dotando migliaia di istituti scolastici di classi all’avanguardia, con laboratori e computer che aiuteranno i nostri ragazzi a competere al meglio nel mercato mondiale del lavoro.

Metteremo al lavoro quasi 400.000 persone per riparare le nostre infrastrutture in rovina, la nostra rete viaria, i ponti, le scuole. E costruiremo ex novo quelle infrastrutture di cui abbiamo bisogno per prosperare nel XXI secolo, investendo in scienza e tecnologia, e stendendo kilometri di cavi di banda larga per far si’ che le imprese su tutto il territorio nazionale possano essere competitive a livello internazionale. 

Infine, non ci limiteremo a creare posti di lavoro, ma forniremo sostegno a chi il lavoro lo ha perso, agli stati e alle singole famiglie maggiormente colpiti da questa recessione. Cio’ significa estensione dei sussidi di disoccupazione e copertura sanitaria in tutti gli stati, a prescindere dal partito che li governa; uno sgravio fiscale di 1.000$ per il 95% delle famiglie a reddito medio-basso; e assistenza agli stati onde evitare pericolosi tagli di spesa pubblica in servizi essenziali quali polizia, vigili del fuoco, scuola e sanita’.

Ora, vista la grandezza della sfida che dobbiamo affrontare, sappiamo che tutto cio’ non sara’ facile. Non ci risolleveremo dalla sera alla mattina, ed e’ probabile che le cose vadano peggio prima che possano cominciare ad andare meglio. Ma abbiamo attraversato momenti critici come questo in passato. Siamo la nazione che ha affrontato la guerra, la depressione, la stessa paura, e in ogni circostanza non ci siamo mai arresi. Ogni volta non ci siamo piegati alle avversita’ del fato. Questo e’ lo spirito che ci ha sempre sostenuto, la convinzione che il nostro destino non e’ scritto per noi, ma da noi; che il nostro successo non e’ puramente casuale, ma il frutto del nostro coraggio e della nostra determinazione. Le nostre risorse possono essere finite, ma la volonta’ e’ infinita. E sono fermamente convinto che se facciamo quadrato e richiamiamo ancora una volta questo grande spirito americano, supereremo le sfide del nostro tempo e continueremo a scrivere grandi capitoli nella storia del nostro paese.

Traduzione libera e parziale del Weekly Adress del presidente eletto Barack Obama del 10 gennaio 2009.
E’ possibile la riproduzione anche parziale a patto di citare come fonte l’indirizzo di questo blog.

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Responses

  1. Un altro modo di guardare ai problemi dell’economia finanziaria: http://scrittiapocrifi.wordpress.com/2009/04/02/managers-2-la-grande-crisi-reprise/


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