Pubblicato da: futuroxtutti | gennaio 14, 2009

La “sorpresa di ottobre” 2020

liberty_floodUna relazione del National Intelligence Council (NIC) prevede che entro il 2025 il mondo andra’ incontro ad una grave carenza di cibo e acqua e che i cambiamenti climatici provocheranno un ulteriore stress alle gia’ logore risorse naturali. Nel tentativo di sostenere la crescita economica, le nazioni faranno un’enorme pressione su risorse strategiche ed essenziali quali cibo, acqua ed energia.

La relazione dipinge un futuro a tinte fosche. Se da un lato afferma che il mondo vedra’ una crescita economica senza precedenti, dall’altro presenta il salatissimo conto di questo progresso. La domanda superera’ di gran lunga l’offerta, e “il settore delle risorse, gia’ in crisi, sara’ ulteriormente esasperato e in molti casi esacerbato dai cambiamenti climatici, i cui effetti fisici si aggraveranno per tutto l’arco di tempo considerato. L’escalation continua della domanda energetica accelerera’ le conseguenze dell’effetto serra“. La relazione mette in guardia contro la transizione a tappe forzate dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili. Sebbene negli Stati Uniti e in Europa si avra’ una transizione parziale, non sara’ cosi’ per paesi in via di sviluppo quali Cina e India, la cui popolazione sara’ composta in larga parte da un ceto medio che cerchera’ di emulare lo stile di vita occidentale.

Mentre il mondo cerchera’ di trovare soluzioni al problema dell’aumento di emissioni di gas serra, fonti energetiche alternative quali i biocarburanti acquisteranno sempre maggiore importanza. L’aumento di conversioni di terreni agricoli da cereali per l’alimentazione a cereali per biocarburanti — unito alle conseguenze dei cambiamenti climatici — aggravera’ ulteriormente il problema delle carenze di cibo: anomalie nelle precipitazioni piovose e riduzione dei ghiacci sulla terraferma si ripercuoteranno sulle risorse idriche, infliggendo un duro colpo all’agricoltura in diverse parti del mondo.

La relazione del NIC inoltre suona un campanello d’allarme circa la paurosa esplosione demografica, in special modo nei paesi sottosviluppati, cui corrispondera’ in proporzione l’aumento della domanda di generi alimentari. I prezzi dei cibi schizzeranno alle stelle a causa sia di queste dinamiche inflattive, sia della suddetta conversione di terreni agricoli alla produzione di biocarburanti (incentivata a livello fiscale dai governi) e sia, infine, dall’aumento mondiale della domanda di proteine animali (si ricordi che occorrono 10 kg di proteine vegetali per produrre 1 kg di proteine animali, N.d.T.).

I cambiamenti climatici saranno responsabili di alterazioni non solo geografiche, ma anche demografiche del pianeta. Le popolazioni che vivono in aree soggette a profondi sconvolgimenti ambientali cercheranno di spostarsi in aree piu’ sicure e piu’ fiorenti, con la conseguenza che ci saranno ondate di “profughi climatici”. In Gran Bretagna uno studio commissionato dal Tesoro, lo Stern Review, stima che entro la meta’ del XXI secolo 200 milioni di persone saranno da considerarsi “emigranti climatici”, rimossi per sempre dai loro luoghi d’origine. 

La relazione del NIC delinea infine uno scenario da “peggiore delle ipotesi”, chiamato “sorpresa di ottobre”. La peggiore delle ipotesi si verificherebbe se si verificassero 4 presupposti: 1) i governi mondiali non riuscissero a rendere prioritarie le questioni ambientali rispetto alle aspirazioni economiche; 2) i governi, specialmente quelli poco trasparenti, fossero delegittimati dopo aver perso la guerra contro i disastri, ambientali e non; 3) nonostante progressi tecnologici significativi, la scienza non ha trovato la “pietra filosofale” per contrastare efficacemente i cambiamenti climatici; 4) le soluzioni dei singoli paesi ai problemi ambientali si rivelano inadeguate. Alla data dell’1 ottobre 2020 la relazione fornisce un resoconto della situazione, in seguito ad un uragano che colpisce la citta’ di New York, sotto forma di diario del Presidente, come se fosse tratta da un best seller di fantascienza:

L’espressione “sorpresa di ottobre” continua ad affacciarsi nella mia mente… Sapevamo che stava arrivando, ma e’ stato lo stesso un duro colpo. Ho ancora negli occhi le immagini delle portaerei e delle navi da trasporto che si danno da fare per evacuare le migliaia di civili vittime dell’inondazione di New York. Certo, gli Europei sono stati i primi a puntare sull’efficienza energetica, ma non ci hanno pensato due volte prima di sacrificare la crescita, e senza crescita economica non sono stati capaci di creare lavori molto remunerativi. I paesi piu’ poveri hanno sofferto di piu’ dal nostro atteggiamento pilatesco nei confronti della globalizzazione. Abbiamo parlato per un po’ di non tagliare tutti i ponti, abbiamo detto che andava fatto qualcosa, ma credo che alla fine abbiamo pensato che era meglio che fossero Bill Gates, le organizzazioni non governative e altri a gestire il problema. Tutti noi speriamo che sara’ la tecnologia a salvarci, ma fino a questo momento non abbiamo ancora trovato la pietra filosofale e le emissioni di CO2 continuano ad aumentare. La lunga lista di disastri, evacuazioni, scioglimento dei ghiacci, diminuzione della resa agricola et similia sta avendo conseguenze terribili, molto peggiori di quello che si pensava 20 anni fa.

Questa relazione del NIC e’ una sorta di oracolo di Delfi e ci ricorda che se continueremo a cercare scuse e a ritardare l’azione di contrasto al deterioramento dell’ambiente, non faremo altro che scavarci la fossa con le nostre stesse mani. Per evitare questo scenario apocalittico occorre darsi da fare subito e studiare un approccio olistico che guardi al problema da tutti i punti di vista.

Libera traduzione parziale di questo articolo di Mridul Chadha, pubblicato su Red Green and Blue. E’ possibile la riproduzione e la diffusione anche parziali, a patto di citare come fonte l’indirizzo di questo blog.
E’ possibile scaricare liberamente la relazione del NIC in formato PDF a questo indirizzo.

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