Pubblicato da: futuroxtutti | gennaio 10, 2009

Il pericolo di una Guerra Calda – prima parte

katrina_image1Interessante articolo di James R. Lee apparso sul Washington Post di domenica 4 gennaio 2009. Il surriscaldamento globale non e’ solo un problema ambientale. Quando i suoi effetti metteranno in pericolo la sopravvivenza delle persone, esse reagiranno secondo natura. Di fronte al pericolo gli animali manifestano due comportamenti opposti: o fuggono a gambe levate oppure si armano e combattono, anche a costo di soccombere. Quando il mondo diventera’ troppo piccolo, la fuga sara’ impraticabile…

La Guerra Fredda ha determinato la politica estera mondiale per mezzo secolo. Ma il surriscaldamento globale puo’ delinearla per un periodo piu’ lungo, e contribuire a scatenare incidenti che saranno guerre… calde, nel vero senso della parola. Siamo abituati a pensare ai cambiamenti climatici come a un problema ecologico, non militare. Invece dovremmo rivedere questa impostazione. Il caos climatico puo’ non tradursi solo in un cambiamento dello stile di vita occidentale: in alcune parti del mondo puo’ significare molto di piu’. Se vivi a Washington puoi combatterlo comprando una Toyota Prius, piantando un albero o abbassando di qualche grado il termostato. Altrove la gente potrebbe invece acquistare armi e costruire rifugi. 

“Abbiamo ragione di pensare che nel corso del XXI secolo i cambiamenti climatici saranno strettamente legati a problemi di sicurezza nazionale”, mette in guardia John Ashton, diplomatico britannico di lungo corso. “L’ultima volta che il mondo ha affrontato una sfida cosi’ complessa, e’ stato durante la Guerra Fredda. In questo caso pero’ la posta in gioco e’ ancora piu’ alta, perche’ stavolta il nemico siamo noi stessi e le scelte che facciamo”.

Anche gli esperti della sicurezza nazionale americana stanno cominciando a vedere questo tipo di collegamento tra guerre e cambiamenti climatici. In un rapporto della CNA Corp. si sottolinea come in molti paesi il surriscaldamento globale puo’ causare disordini politici che possono avere esiti violenti e sfociare in guerre. Un fattore chiave che puo’ alimentare queste tensioni e’ la massiccia emigrazione interna da aree rurali non piu’ abitabili a citta’ sempre piu’ popolate, da cui derivano problemi di pubblica sicurezza e dispute sulle risorse essenziali. Con l’incombere di questa minaccia, per la prima volta nell’Aprile 2007 il Consiglio di Sicurezza degli Stati Uniti ha tenuto un dibattito sui cambiamenti climatici che prospetta chiaramente il surriscaldamento globale come problema per la sicurezza nazionale. 

I cambiamenti climatici possono scatenare guerre in 3 modi diversi.

Un primo fattore e’ la scarsita’. Un mondo piu’ caldo e piu’ secco, con i ghiacciai che si sciolgono e le terre coltivabili che diminuiscono, porta a scarsita’ di acqua, raccolti e bestiame e naturalmente scatena competizione e conflitti sulle risorse residue. Quando un ecosistema e’ completamente stravolto, si verificano massicce emigrazioni. Se il processo e’ sufficientemente lento, il problema non si pone. Il deserto del Sahara ha impiegato millenni a “crescere”, costringendo lentamente le popolazioni residenti in quelle zone a spostarsi. Katrina e Rita, invece, hanno costretto dalla sera alla mattina milioni di persone ad abbandonare la Louisiana, il Mississippi e il Texas. Nel 1991 un ciclone in Bangladesh ha spazzato via 138.000 persone e prodotto 2 milioni di senza tetto costretti ad abbandonare l’area. Con l’aumento dell’effetto serra da un lato e l’esplosione demografica dall’altro, il prossimo uragano potrebbe essere ancora piu’ devastante. E costringere sempre piu’ persone a spostarsi verso zone temperate. A quel punto saranno inevitabili tensioni e scontri per l’accesso alle risorse. In passato c’erano “nuovi mondi” da colonizzare, ma adesso il pianeta sta diventando sempre piu’ piccolo: quando il popolo dei senza tetto comincera’ a mettere gli occhi addosso a proprieta’ altrui, c’e’ da aspettarsi la guerra.

[Continua…]

Traduzione libera e parziale. E’ possibile diffonderla anche parzialmente a fini non commerciali, a patto di citare come fonte l’indirizzo di questo blog.

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Responses

  1. […] con gli abitanti delle aree temperate del pianeta per l’accesso alle risorse. Seguendo questo link e’ possibile leggere la prima parte dell’articolo. La seconda causa scatenante di un […]


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