Inserito da: futuroxtutti | Gennaio 12, 2009

Il nuovo petrolio

weatherizationStephen Cowell e’ amministratore delegato di Conservation Services Group, un’organizzazione no profit di servizi energetici con sede nel Massachussets. E’ anche presidente del Northeast Energy Efficiency Council e fornisce regolarmente relazioni al Congresso su diversi temi, dagli incentivi ai servizi pubblici al sostegno tecnologico al settore “verde”. Proponiamo un suo interessante articolo sull’efficienza energetica, pubblicato su Huffington Post, liberamente e parzialmente tradotto. E’ possibile la diffusione anche parziale a patto di citare come fonte l’indirizzo di questo blog.

Mentre si accende il dibattito su come meglio spendere i soldi del cosiddetto “stimulus package”, gli uomini scelti saggiamente dal presidente eletto Barack Obama per occuparsi di energia e di ambiente sottolineano la volonta’ della nuova amministrazione di risolvere i problemi climatici. Finalmente il benessere del pianeta torna ad essere una priorita’, ed e’ probabile che le tecnologie “verdi” (carburanti alternativi ed energie rinnovabili in primis) saranno oggetto di investimenti e pianificazione a lungo termine. Buone notizie, anche se occorre ricordare al Congresso qual e’ il modo piu’ semplice per raggiungere questi obiettivi: l’efficienza energetica.

Decine di paesi hanno messo in piedi ottimi programmi per aiutare i consumatori e gli imprenditori a migliorare case e fabbriche tramite coibentazione, ristrutturazioni e altre misure volte a migliorare l’efficienza energetica. Parallelamente a tutto cio’ e’ diminuito sia il costo delle bollette sia il volume delle emissioni di gas serra. Certo, la coibentazione puo’ non essere affascinante come l’installazione di pannelli fotovoltaici o turbine eoliche. Eppure, il nuovo petrolio e’ l’efficienza energetica. La strategia in corso, di finanziamento ed espansione dei programmi di conservazione esistenti dovrebbe essere una pietra miliare della politica di Obama, non solo un piccolo tratto del sentiero che conduce ad un futuro migliore dal punto di vista energetico, dal momento che investimenti significativi in queste politiche continueranno a stimolare l’economia per molto tempo dopo il loro stanziamento.

Gli ultimi due mesi hanno dimostrato l’enorme impatto della diminuzione della domanda mondiale di petrolio sui costi energetici: un calo della domanda di appena il 5% ha fatto crollare il prezzo del petrolio da 150$ ad appena 50$ a barile. Se si migliorasse l’efficienza energetica di case, uffici e fabbriche, la domanda calerebbe di un ulteriore 5%. Allo stesso tempo si avrebbero benefici effetti collaterali: riduzione dei costi delle bollette e dei carburanti e creazione di nuovi posti di lavoro. Non molto tempo fa l’imperativo era “Trivellare!”, c’era una spasmodica ricerca di nuovi giacimenti di petrolio per far fronte alla crescente domanda e calmierare il prezzo del barile. Se paragoniamo l’efficienza energetica alla trivella, e’ chiaro che possiamo ricavare molto piu’ petrolio dalla coibentazione di case e luoghi di lavoro che non dalla perforazione di tutto il continente. Col vantaggio che i risultati sono immediati, non proiettati in un arco di tempo di dieci anni. 

Pertanto una componente fondamentale di qualsiasi politica di rilancio economico dovrebbe mirare al miglioramento dell’efficienza energetica. Alcune misure operano a livello locale, dei singoli stati. Altre hanno rilevanza nazionale, come il Programma Federale di Coibentazione per Famiglie a Basso Reddito (il Low Income Weatherization Assistance Program), o i programmi Energy Star sostenuti dal Dipartimento dell’Energia (DOE) o dall’Agenzia di Protezione Ambientale (EPA). Insieme, questi due programmi costano due miliardi e mezzo di dollari l’anno, e producono un risparmio di energia per 600 milioni di dollari l’anno. Ma sulla distanza dei dieci anni, un investimento del genere consente ai consumatori di risparmiare 5 miliardi di dollari, che arrivano a 7,5 miliardi di dollari considerando i benefici economici diretti e non tenendo conto della diminuzione dei prezzi dell’energia.

Ma a parte i risparmi sulle bollette, quantita’ e qualita’ dell’occupazione collegata all’efficienza energetica sono di gran lunga migliori rispetto a programmi di estrazione o trivellazione legati al petrolio, e hanno effetti piu’ duraturi. C’e’ possibilita’ di dare lavoro ad architetti, ingegneri, installatori, aziende che operano nel campo della progettazione, dell’edilizia, della ristrutturazione, della coibentazione, dell’isolamento termico. Un investimento di 3 miliardi di dollari produrrebbe immediatamente 50.000 posti di lavoro. Ed e’ di questo che gli Stati Uniti d’America oggi hanno bisogno. L’aspetto migliore di una simile strategia e’ che l’infrastruttura per fornire questi servizi a milioni di Americani c’e’ gia’, ed e’ praticamente ovunque. Percio’ l’amministrazione Obama e il Congresso possono salvarci da questa recessione. E possono farlo solo se metteranno al centro delle loro politiche economiche di rilancio l’efficienza energetica: un regalo alla nazione che darebbe i suoi frutti per lunghi anni.


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