In Cina la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme (NDRC) ha cominciato a delineare un piano d’azione — in collaborazione con il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite e il Fondo Ambientale Globale — per eliminare gradualmente le lampadine tradizionali a bulbo e promuovere contestualmentel’utilizzo di lampadine a basso consumo energetico.
Secondo l’NDRC la Cina e’ uno dei primi paesi al mondo sia per quanto riguarda la produzione che il consumo di lampadine: solo l’anno scorso ne ha sfornate quasi 4,5 miliardi (un terzo del totale mondiale), esportandone 3 miliardi. Ma la Cina ha anche prodotto l’80% delle lampade fluorescenti ad alta efficienza energetica, ovvero 3 miliardi, di cui 2,2 miliardi sono state esportate.
Secondo l’ente economico cinese, l’illuminazione assorbe circa il 12% dei consumi energetici totali del paese, e il passaggio a lampadine a basso consumo potrebbe ridurli del 60-80%. Secondo il Dipartimento di Protezione Ambientale e di Risparmio Energetico dell’NDRC, “se sostituissimo le lampadine a bulbo tradizionali con quelle a basso consumo in tutta la Cina, risparmieremmo 48 miliardi di kilowatt/ora all’anno, che equivalgono al 60% circa dell’energia totale generata ogni anno dall’enorme Diga delle Tre Gole“. Nel gennaio 2008 l’NDRC e il Ministro delle Finanze hanno lanciato una campagna nazionale per finanziare e promuovere l’uso di 150 milioni di lampadine a basso consumo, corrispondente all’obiettivo dell’undicesimo piano economico quinquennale (2006-2010).
I due apparati governativi hanno elaborato un piano che prevede lo sconto del 30% sulle vendite all’ingrosso e del 50% su quelle al dettaglio per lampade a basso consumo. Secondo le stime, la sostituzione di 150 milioni di lampadine tradizionali potrebbe consentire un risparmio di quasi 30 miliardi di kilowatt/ora l’anno e una riduzione annua dell’emissione di anidride carbonica e di biossido di zolfo nell’ordine rispettivamente di circa 30 milioni di tonnellate e circa 300.000 tonnellate.
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