Ci sono alcuni paesi che non finiscono mai di stupirmi in negativo, come l’Italia. Altri in positivo, come la Scozia. Parlero’ spesso della Scozia sulle pagine di questo blog (in realta’ l’ho gia’ fatto in uno dei primi post), perche’ per alcuni aspetti e’ davvero all’avanguardia. Alcune loro iniziative le trovo a dir poco entusiasmanti, e probabilmente se potessi scegliere di rinascere rinascerei scozzese, e non per il desiderio di indossare il kilt. Al termine di una giornata ricca e produttiva per questo blog, dovuta ad uno stato febbrile che mi imprigiona in casa, stavo parlando con una carissima amica dell’inquinamento luminoso che non mi permette di vedere le stelle come vorrei, e lei mi ha fatto notare come per fortuna non tutto e’ perduto per noi “stargazers”. Mi ha segnalato (grazie Chiara) che sulla Repubblica di oggi e’ apparso questo articolo, che parla della “prima finestra naturale in Europa dedicata alla completa osservazione del cielo”. La traduzione dell’articolo originale e’ buona, nel senso che Benedetta Perilli riesce a sintetizzare le informazioni fondamentali, percio’ riporto integralmente l’articolo e inoltre, per chi volesse approfondire l’argomento inquinamento luminoso, riporto questo interessantissimo post di un blog che non avevo ancora avuto tempo di inserire tra i preferiti (ma che inseriro’ prontamente).
Un parco per vedere le stelle
tra brughiere, foreste e laghiSorgerà nel 2009 in Scozia, a Galloway. Sarà la prima finestra naturale in Europa dedicata alla completa osservazione del cielo di BENEDETTA PERILLI
Ottantamila ettari di brughiera, foreste e laghi. E per tetto un cielo di stelle, e che stelle. I visitatori del primo parco europeo dedicato al cielo buio – non a causa delle troppe nuvole ma grazie all’assenza delle illuminazioni esterne prodotte dall’uomo – potranno ammirare presto uno spettacolo inedito e raro come la meraviglia della moltitudine stellare. Il parco – scrive il quotidiano inglese The Guardian – sorgerà nell’area della foresta di Galloway in Scozia e sarà la prima finestra naturale in Europa dedicata alla completa osservazione delle stelle. Un patrimonio naturale dell’umanità che è negato al 90% della popolazione mondiale.
Un cielo tutto nuovo. Facile convincersi di conoscerle già, ma la realtà è un’altra cosa: le brillanti lucine che accendono le nostre notti sono niente rispetto alla quantità di corpi celesti che popolano il cielo. Difficile però vederne più di una manciata, soprattutto nei cieli delle grandi città che, sotto l’effetto delle centinaia di illuminazioni elettriche, vengono soffocati da una vera e propria patina. Diverso l’effetto visivo nei centri abitati più piccoli, nelle zone di campagna, in mare aperto, ma resta quasi impossibile all’uomo godere appieno del patrimonio naturale dell’arcata celeste. Dalla Scozia arriva così la proposta di apertura del terzo parco naturale al mondo – il primo in Europa – con lo scopo di preservare e mostrare ai visitatori la complessità del cielo buio.
Non solo Scozia. Chi vorrà addentrarsi nella totale oscurità del parco di Galloway – che nasce proprio nel 2009, l’anno dell’astronomia – troverà ad aspettarlo non solo stelle cadenti e nursery stellari ma anche galassie distanti, come Andromeda, e aurore boreali. Un angolo unico d’Europa dunque che segue l’esempio dei due parchi americani, uno in Pennsylvania e l’altro nello Utah, che già da diversi anni hanno aderito all’International Dark Sky Association, un’associazione americana che cerca di preservare i cieli più puri del mondo dall’incursione umana e alla quale anche l’Italia partecipa dal 1998 grazie all’Osservatorio astronomico di Campo Catino.
Le cifre. L’inquinamento luminoso è un serio problema ambientale che mette a rischio l’ecosistema, stordito dall’alterazione del ciclo naturale della notte e del giorno. Oltre il 30% dell’energia elettrica utilizzata per l’illuminazione degli ambienti esterni finisce completamente dispersa verso il cielo creando una luminescenza artificiale che oscura le stelle. Nel rapporto sullo stato del cielo notturno in Italia, realizzato dall’Istituto di scienza e tecnologia dell’inquinamento luminoso nel 2001, si apprende che sette italiani su dieci vivono in uno stato di perenne “plenilunio artificiale” causato dall’inquinamento luminoso. Eccessiva dunque la percezione della luminosità del cielo rispetto alla sua reale natura con un preoccupante aumento dell’inquinamento luminoso pari al 10% annuo nella sola Italia.Come contrastarlo. Negli ultimi dieci anni il movimento di opinione contro l’inquinamento luminoso è cresciuto. Il lavoro di astronomi e astrofili punta soprattutto a mettere a punto norme per tutelare i nostri cieli, come il disegno di legge n° 751 che propone di ridurre entro cinque anni dalla sua approvazione la dispersione di luce e i consumi energetici. Ma non solo. In accordo con Acea, la società laziale di illuminazione pubblica, l’International Dark Sky Association Italia ha proposto già dal 2001 Roma come prima città dark sky grazie all’introduzione di lampade al sodio. Fra le soluzioni più immediate c’è quella dell’utilizzo di lampade direzionali puntate verso la terra con schermature appositamente pensate per l’illuminazione stradale che, ad oggi, rimane la principale causa dell’inquinamento luminoso.
Legato al problema dell’eccessiva luminosità dei cieli c’è anche quello del risparmio energetico e da sette anni le associazioni mondiali che si battono per la riduzione delle emissioni luminose promuovono ogni 21 di dicembre, grazie all’associazione canadese Candle Light, due ore di luce naturale da trascorrere a lume di candela.
Inquinamento luminoso… lo conosci?
Forme di inquinamento ne esistono tante ma dato il periodo natalizio di luci e addobbi luminosi mi voglio soffermare su quell’inquinamento di cui si parla davvero poco…l’ INQUINAMENTO LUMINOSO.
Le mille luminarie di città come New York, Tokyo, Milano, Roma, Londra, … accecano il nostro cielo, le nostre stelle …, riscaldano in riflesso il nostro pianeta…
Varie associazioni di astronomi hanno denunciato, da lungo tempo ormai, questa nuova forma di inquinamento che, oltre a creare seri danni, impedisce il loro lavoro (è assai difficile tenere sotto osservazione e studiare il nostro meraviglioso cielo con le luci delle città che vi si riflettono!).
Nello specifico di che tipo di inquinamento stiamo parlando?
L’inquinamento luminoso è un’alterazione dei livelli di luce naturalmente presenti nell’ambiente notturno. Questa alterazione, più o meno elevata a seconda delle località, provoca danni di diversa natura: ambientali, culturali ed economici. La definizione legislativa più utilizzata lo qualifica come “ogni irradiazione di luce diretta al di fuori delle aree a cui essa è funzionalmente dedicata, ed in particolare verso la volta celeste”.
Tra i danni ambientali si possono elencare: alterazione dei ritmi circadiani nelle piante, animali ed uomo (ad esempio la produzione della melatonina viene bloccata già con bassissimi livelli di luce), difficoltà o perdita di orientamento negli animali (uccelli migratori, tartarughe marine, falene notturne), alterazione del fotoperiodo in alcune piante.
Il danno culturale principale è dovuto alla sparizione del cielo stellato dai paesi più inquinati, cielo stellato che è stato da sempre fonte di ispirazione per la religione, la filosofia, la scienza e la cultura in genere.
Fra le scienze più danneggiate dalla sparizione del cielo stellato vi è senza dubbio l’astronomia sia amatoriale che professionale; un cielo troppo luminoso infatti limita fortemente l’efficienza dei telescopi ottici che devono sempre più spesso essere posizionati lontano da questa forma di inquinamento.
Il danno economico è dovuto allo spreco di energia elettrica impiegata per illuminare inutilmente zone che non andrebbero illuminate, in particolar modo la volta celeste. Anche per questo motivo uno dei temi trainanti della lotta all’inquinamento luminoso è quello del risparmio energetico.
In Italia, alla data attuale, la prevenzione dell’inquinamento luminoso non è regolamentata da una legge nazionale: benché essa sia stata più volte sottoposta al parlamento, non è mai giunta alla discussione in aula. Le singole regioni e la provincia autonoma di Trento hanno tuttavia promulgato testi normativi in materia.
Nell’ottobre 2006 l’associazione dei produttori di apparecchi illuminotecnici (ASSIL) ha sottoscritto con l’International Dark Sky Association e l’Unione Astrofili Italiani un protocollo di intesa finalizzato a migliorare l’efficienza dell’illuminazione, definendo i criteri cui devono sottostare gli impianti di illuminazione ed i singoli punti luce a seconda del luogo di installazione (centri storici, territorio ordinario, zone sensibili all’inquinamento luminoso). Tale protocollo di intesa è il primo importante accordo firmato sia dai produttori che dagli astrofili.
Fonte: Wikipedia
Una bellissima proposta è stata fatta quest’anno da Stellanello, Comune in provincia di Savona, che ha le stelle non solo nel nome, ma anche nel cuore.
Gli addobbi natalizi, infatti, si spegneranno alla mezzanotte “per limitare gli sprechi energetici e per non creare un eccessivo inquinamento luminoso”.
Illuminazioni natalizie uniformi e coordinate che possano diffondere lo spirito della festa e rendere più unità la comunità.Proposta dell’associazione “Impegno Civico” fatta ai cittadini di Stellanello, piccolo borgo della Valle Merula. L’idea è quella di installare stelle luminose uguali per tutte le frazioni del paese.
Le stelle saranno lasciate ai cittadini che provvederanno a collegarle alla propria rete elettrica e le esporranno all’aperto. Ad essi è stato chiesto che le illuminazioni verso la mezzanotte si spengano, sia per non sprecare energia elettrica sia per non fare un eccessivo inquinamento luminoso!Bellissima e utilissima idea secondo me!
Che tutti i Comuni dovrebbero copiare!!!
Voglio, inoltre, già annunciarvi che a marzo 2009 (il 28 per essere precisi!) vi aspetta l’Earth Hour, evento internazionale che è mirato a mobilitare i grandi edifici a spegnere le luci e i dispositivi elettrici non essenziali per un’ora durante la sera dell’ultimo sabato di marzo dalle 20:00 ora locale fino alle 21:00, per sensibilizzare alla conservazione dell’energia e di conseguenza alle minori emissioni inquinanti. È anche mirato a ridurre l’inquinamento luminoso!
Comunque ve lo ricorderò io
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Eccovi un assaggino…
Vi voglio segnalare i seguenti siti che si occupano in primis di inquinamento luminoso:
http://www.cielobuio.org/ (CieloBuio – coordinamento per la protezione del cielo notturno);
http://www.darksky.org/mc/page.do (International Dark-Sky Association);
http://www.campocatinobservatory.org/aoccit.html (Osservatorio Astronomico di Campo Catino);
http://www.uai.it/web/guest/home (Unione Astrofili Italiani);
Cerchiamo di spegnerle queste zone calde!!!


Ti ringrazio per aver apprezzato e inserito il mio post nel tuo blog ,-)
Spero che il tema dell’inquinamento luminoso si diffonda sempre più e se ne parli…è un problema reale di cui dobbiamo tenere conto!
Da: madreterra su Dicembre 29, 2008
alle 7:58 pm