Sara’ stato il freddo e il maltempo di questi giorni, in barba al surriscaldamento globale, a farmi interessare maggiormente al circolo polare artico e al lavoro dei ricercatori della stazione ricerca di Zackenberg, nel nord-est della remota e fredda Groenlandia, che hanno rilevato un netto aumento di emissioni di metano rispetto a quanto indicato da precedenti studi. I nuovi dati rivelano che queste ingenti emissioni di gas serra non si verificano solo nei mesi estivi, ma anche nei piu’ freddi mesi autunnali. Ovviamente, questo fenomeno pone nuovi quesiti circa la nostra comprensione del sistema climatico terrestre. Recentemente un’equipe di ricercatori dell’Universita’ di Copenhagen, in collaborazione con colleghi dell’Universita’ di Lund, in Svezia, con l’Istituto Nazionale di Ricerca Ambientale e l’Universita’ di Aahrus, ha presentato risultati sorprendenti sulla rivista scientifica Nature.
La maggior parte delle emissioni di metano, un potente gas serra, deriva dalle aree di tundra del globo, in particolar modo dalle aree polari. Fino a questo momento gli scienziati credevano che il fenomeno fosse limitato ai mesi estivi. Ma in base alle rilevazioni della stazione di ricerca di Zackenberg si e’ scoperto che anche l’arrivo delle gelate autunnali provoca il rilascio di metano nell’atmosfera. Secondo Charlotte Sigsgaard, ricercatrice presso il Dipartimento di Geografia e Geologia dell’Universita’ di Copenhagen, “in realta’ le emissioni di metano nei mesi di Settembre e Ottobre 2007 sono state pari a quelle dei tre piu’ caldi mesi estivi precedenti”.
Grazie all’International Polar Year, un progetto internazionale di ricerca nelle regioni polari, nel 2007 e’ stato possibile estendere il periodo di misurazione ai mesi autunnali e cio’ ha permesso di raccogliere un maggior numero di informazioni utili ad una migliore comprensione del sistema climatico ed in particolar modo dei drastici cambiamenti climatici che interessano le regioni polari.
“Il monitoraggio a -20°C puo’ essere piuttosto problematico, ma in questo caso monitorare l’aumento di emissioni di metano nella tundra in relazione all’arrivo delle gelate autunnali a Zackenberg e’ stata un’esperienza fantastica e sorprendente”, ha affermato la Sigsgaard, aggiungendo che i nuovi dati hanno dimostrato che e’ importante intensificare le attivita’ di monitoraggio nelle regioni artiche superiori, perche’ ci consente di raccogliere nuovi pezzi, precedentemente sconosciuti, del grande puzzle del clima terrestre. Continuo a non capire perche’ stia piovendo da due giorni in Puglia, ma va bene lo stesso.
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