Sembra incredibile, ma uno dei simboli del surriscaldamento globale, ovvero lo scioglimento dei ghiacci nell’Antartico, potrebbe avere effetti positivi sul surriscaldamento stesso. E’ il risultato di questo studio pubblicato sulla rivista scientifica Geochemical Transactions, condotto dal Professor Rob Raiswell e da altri geologi delle Universita’ di Bristol (UK), l’Universita’ di Leeds (UK) e l’Universita’ della California (USA), secondo cui gli enormi blocchi di ghiaccio che si distaccano dal Polo Sud a causa dell’aumento globale delle temperature avrebbero l’effetto di rilasciare nell’oceano minerali utili alla formazione di fitoplancton. Il plancton a sua volta e’ in grado di sottrarre in modo naturale grandi quantitativi di CO2 dall’atmosfera.
Paradossalmente, tanti piu’ iceberg si distaccano dal Polo Sud, maggiore la quantita’ di plancton e di conseguenza maggiore la quantita’ di anidride carbonica sottratta all’atmosfera. Tuttavia, aggiunge il Professor Raiswell, ‘‘questo non risolve il problema [del surriscaldamento globale]; semmai ci consente di guadagnare tempo’’.
Fino a questo momento si riteneva che i minerali di ferro presenti nel fitoplancton provenissero da polveri, sollevate e trasportate a grossa distanza da forti venti, quali quelli che spazzano la Terra del Fuoco. Si pensava inoltre che il ferro presente negli iceberg fosse inerte. Lo studio ha dimostrato invece che il quantitativo di minerali ‘‘rilasciati’’ dagli iceberg sarebbe pari a quello trasportato dai venti, e che si tratta inoltre di ferro ‘‘biodisponibile’’, cioe’ utile alla formazione di fitoplancton.
Ogni anno fino a 120.000 tonnellate di ferro si depositano negli oceani meridionali, in grado di ‘‘fertilizzare’’ una quantita’ di plancton sufficiente a sottrarre all’atmosfera 2,6 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, corrispondente alle emissioni annue di Giappone e India. Un aumento annuo dell’1% di iceberg nei mari antartici sottrarrebbe altri 26 milioni di tonnellate di CO2, pari alle emissioni della Croazia.
Lo studio e’ stato condotto analizzando i campioni di 4 iceberg antartici sospinti a nord da una tempesta e ‘‘approdati’’ nei pressi dell’isola di Seymour, nell’arcipelago delle Galapagos. Sono state trovate tracce di ferridrite e schwertmannite, due minerali di ferro in grado di favorire la crescita di plancton. Pertanto laver identificato negli iceberg una fonte significativa di ferro biodisponibile getta nuova luce sulla maniera in cui gli oceani rispondono ai mutamenti climatici. Secondo Raiswell, ‘‘noi consideriamo la rapida perdita di ghiaccio antartico un chiaro segnale del surriscaldamento globale. Ma [questa scoperta] potrebbe essere il tentativo della Terra di salvarci da esso?’’
Emm… c’è un piccolo problema, ed è che, purtroppo, la corrente del golfo che rappresenta il termometro ed il bilanciatore climatico della terra dipende, in larga parte, dalla quantità di acqua dolce presente all’interno degli oceani; questo perchè in uno dei punti più caldi della terra, il golfo del messico, l’acqua viene surriscaldata così tanto da evaporare e diventare più densa (ad alta salinità) sprofonda ad altissima velocità e fa risalire (al contrario l’acqua fredda) provocando la spinta che orgina tutto il moto della corrente; se i ghiacciai, i pochi rimasti, si sciogliessero del tutto, (probabile) sarebbe un bel casino, perchè le acque superficiali nn diventerebbero abbastanza dense da sprofondare, la corrente del golfo si fermerebbe e provocherebbe una marea di scompensi climatici; in passato tutto questo è stato causa di una glaciazione, bene che ci vada avremmo temperature rigidissime in europa ed america del nord e grande e devastante siccità nell’emisfero australe.
Da: elbirah su Dicembre 8, 2008
alle 11:57 pm
non mi sembra un piccolo problema, anzi… a questo punto dovremmo suggerire al professor raiswell e colleghi la ‘’scoperta dell’acqua calda”
Da: futuroxtutti su Dicembre 9, 2008
alle 12:37 am
[...] I ricercatori hanno scoperto che gli iceberg che si sciolgono al largo dell’Antartico rilasciano milioni di piccole particelle di ferro nei Mari Antartici che contribuiscono alla “fioritura” di un’alga in grado di [...]
Da: Un’alga per l’effetto serra « futuroXtutti su Gennaio 5, 2009
alle 10:11 am