Articolo di Jonathan Bloom pubblicato sul Well (blog del New York Times) oltre che sul blog dell’autore. Jonathan Bloom e’ un giornalista statunitense che si occupa di sprechi di cibo. Nell’articolo (traduzione dopo il salto) sostiene che il giorno del Ringraziamento e’ ideale per sviluppare nuove tradizioni, all’insegna di un minore spreco di cibo.
Un’abbondanza di cibo, sprecato
Vista l’abbondanza di cibo e le porzioni generose, per gli Americani ogni giorno e’ il giorno del Ringraziamento.
Ma anziche’ celebrare il cibo, come fecero i coloni del Massachusetts il giorno del primo ringraziamento, molti di noi hanno adottato tradizioni deprecabili che svalutano il cibo. Ogni giorno gli USA sprecano una quantita’ di cibo sufficiente a riempire Madison Square Garden. Secondo alcuni studi, gettiamo via da un quarto a meta’ di tutto il cibo che produciamo. Anche se consideriamo le stime piu’ conservative, il dato ammonta a piu’ di 50 milioni di tonnellate all’anno.
Dal momento che gli USA crescono piu’ del doppio rispetto alla quantita’ di calorie necessarie a nutrire la sua popolazione, dov’e’ il problema? Perche’ preoccuparsi tanto degli sprechi?
Un motivo potrebbe essere dato dal fatto che gettare piu’ di 50 milioni di tonnellate di cibo nelle discariche ha un costo economico. Le ultime stime ufficiali quantificano questi costi in 96 miliardi di dollari (1997). Considerando l’inflazione, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari e il fatto che gli sprechi aumentano parallelamente all’aumento della popolazione, il danno economico potrebbe attestarsi oggi intorno ai 150 miliardi di dollari. In questi tempi di magra, le risorse raggranellate dalla diminuzione degli sprechi di cibo potrebbero essere dirottate per finanziare un altro pacchetto di incentivi governativi.
C’e’ da considerare anche l’impatto ambientale dei generi alimentari che finiscono nelle discariche. Il cibo lasciato a marcire nelle montagne di rifiuti genera metano, un gas serra che intrappola il calore 20 volte piu’ dell’anidride carbonica. Dal momento che negli USA le discariche di rifiuti sono la principale fonte di emissioni metano connesse all’attivita’ umana, tagliare gli sprechi puo’ avere un effetto tangibile sull’ambiente.
Infine, c’e’ un prezzo morale da pagare nell’insegnare ai bambini che il cibo e’ ”usa e getta”, come hanno fatto le generazioni successive. Il risparmio era una caratteristica comune dell’Americano medio, ma sta diventando sempre piu’ rara man mano che ci allontaniamo dalla Seconda Guerra Mondiale e dai tagli della Grande Depressione. Visto che i giovani di oggi non hanno piu’ la percezione di come si produca, si trasformi e si prepari il cibo, per loro e’ piu’ facile sprecarlo: a furia di vedere cibo gettato via nei ristoranti, a scuola e a casa, sono stati desensibilizzati allo spreco.
Certo, lo spreco di alimenti non potra’ mai essere eliminato del tutto: in alcuni casi e’ inevitabile. Eppure, la semplice consapevolezza puo’ fare tanto. Si possono evitare molti sprechi con pochi accorgimenti:
- Pianificare i pasti prima di fare la spesa, facendo un inventario dei prodotti gia’ acquistati e vedere se si avra’ la voglia o il tempo di cucinare i prodotti da acquistare.
- Fare liste dettagliate degli alimenti da acquistare e attenervisi strettamente, senza evitando acquisti impulsivi.
- Servire porzioni ragionevoli, considerando eventualmente il ”bis” dei commensali.
- Conservare (e consumare) gli avanzi! Si sta risparmiando cibo, non si sta conducendo un esperimento scientifico. Conservare gli avanzi per gettarli nella pattumiera due settimane dopo non serve a niente.
- Fare il compostaggio. Non e’ difficile, e addirittura ci sono sistemi da interno per compostare, per chi non ha la possibilita’ di farlo all’aperto.
Per fortuna il Ringraziamento e’ uno dei pochi giorni dell’anno in cui molti sono portati istintivamente a fare qualcosa per risparmiare cibo; in cui molti Americani conservano gli avanzi, e il giorno dopo e’ forse l’unico giorno in cui non si vede l’ora di prendere gli avanzi dal frigo. Non solo: spesso il tacchino extra del giorno dopo si presta ad un riutilizzo creativo. Questi esempi vacanzieri offrono schemi di comportamento per prevenire lo spreco di cibo durante il resto dell’anno.
Quest’anno per il giorno del Ringraziamento, cerchiamo di essere consapevoli del cibo che sprechiamo e promettiamo di invertire la tendenza. Dopotutto, questa festa autunnale ebbe inizio come festeggiamento e ringraziamento per l’abbondanza del raccolto. Si esprime gratitudine solo al Ringraziamento e poi si viene meno tutti gli altri giorni. Sprecare tutto questo cibo non e’ certamente un modo per dire ”grazie”.
[...] maggior parte delle emissioni di metano, un potente gas serra, deriva dalle aree di tundra del globo, in particolar modo dalle aree polari. Fino a questo momento [...]
Da: Emissioni di metano nella tundra « futuroXtutti su Dicembre 11, 2008
alle 12:17 pm
[...] L’effetto di questi gas e’ molto superiore a quello dell’anidride carbonica, 20 volte per il metano e circa 300 volte per gli ossidi di azoto. Nel mondo le esalazioni di gas da digestione animale [...]
Da: Gli Hamburger di canguro salveranno il pianeta? « futuroXtutti su Gennaio 5, 2009
alle 4:48 pm